CAPPELLA DELLA PIETA' Restauro Cappella della Pietà

La Cappella rurale della SS. Pietà costituisce parte del patrimonio storico, culturale e architettonico del territorio di Adelfia. Fu edificata tra il 1634 e il 1710, come ex voto. L’attuale edificio è l’esito di trasformazioni e di una ristrutturazione risalenti al 1876. Architettonicamente il fabbricato consta di un’aula unica, a impianto quadrato sovrastato da una cupola a vela impostata su archi di scarico laterali e pilastri d’angolo di imposta, il tutto concluso da un presbiterio rialzato su due gradini, quindi leggermente separato, a definire lo spazio degli officianti rispetto a quello dei fedeli. Il presbiterio è caratterizzato da una volta a botte e da un altare sulla parete di fondo. Dal presbiterio si accede ad un piccolo vano laterale estradossato rispetto al volume esterno della chiesa e adibito a sagrestia. L’esterno è definito da un paramento murario in calcarenite, di qualità e lavorazioni inferiori sui prospetti secondari est-nord e sud, e in calcarenite di qualità e lavorazioni superiori sul prospetto principale e di ingresso ovest. Quest’ultimo è caratterizzato da un ordine architettonico classico, dato da paraste, impostate su uno zoccolo calcareo in blocchi squadrati e finemente lavorati, provviste di una base di capitelli su cui si imposta la trabeazione del timpano. Il timpano è interrotto al centro da un corposo saliente che si conclude in alto con un profilo ad arco, definito da cornici e decori semplici ma coerenti con la partitura architettonica generale. Il portale di accesso è in blocchi di calcare di alta qualità e finemente lavorato ed è sovrastato strutturalmente da un arco di scarico nella muratura calcarenitica. Il progetto di restauro è basato sui principi fondamentali della conservazione dei valori materici, storici, culturali, architettonici e paesaggistici, attraverso l’impiego di adeguate e coerenti tecniche conservative e di recupero/integrazione. Il progetto di fruizione “UNA CAPPELLA FUORI DAL COMUNE” ha l’obiettivo di riconnettere il bene culturale con il territorio, declinato nelle sue componenti agricola, paesaggistica, storica, architettonica, religiosa, artistica e culturale, in una sorta di “ecosistema culturale” che tiene tutto insieme. Fanno parte di questo complesso, variegato e ed esteso “ecosistema culturale” le lame, la masseria fortificata VILLA DON CATALDO, una fitta rete naturale e paesistica di percorsi fluviali di antica origine, i boschi, la macchia mediterranea, gli uliveti, il paesaggio agrario con muretti a secco e tratturi, le AREE ARCHEOLOGICHE di epoca arcaica e romana in CONTRADA TESORO, l’AREA ARCHEOLOGICA senza denominazione nella porzione ovest del territorio adelfiese LUNGO LA PROVINCIALE ADELFIA-SANNICANDRO DI BARI, le AREE ARCHEOLOGICHE in zona SAN LEO e in CONTRADA D’ANNETTA, la VILLA DON CATALDO, la MASSERIA RAGONE, la MASSERIA LA MOLIGNANA e la MASSERIA POLLICE. Di questo ricco sistema culturale fa parte anche il patrimonio storico, artistico, architettonico, sottoposto a tutela, presente nel Centro Urbano e strettamente connesso al territorio circostante, composto dai CENTRI STORICI dei due Rioni di Canneto e Montrone, dagli edifici religiosi e civili (ossia le settecentesche chiese matrici, la CHIESA SAN NICOLA DI BARI, la chiesetta della MADONNA DEL PRINCIPIO, la CHIESA DEL CARMINE e la CHIESA DI SANT’ANTONIO nel rione di Montrone, e la CHIESA DELL’IMMACOLATA e la CHIESA DELLA MADONNA DELLA STELLA nel rione di Canneto il CASTELLO DI CANNETO e l’annessa TORRE NORMANNA, il PALAZZO MARCHESALE di Montrone, “VILLA GIGIA”, il Neo Liberty PALAZZO ANGIULI, l’edificio del cosìddetto EX-MUNICIPIO, e una serie di palazzotti ottocenteschi). L’intervento di restauro e recupero della Cappella della SS. Pietà ha avuto quindi l’ambizioso obiettivo di mettere in rete, riconnettere e ricucire questo ricco patrimonio culturale attraverso un virtuale ma concreto percorso all’interno di un ecosistema culturale.

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