Parrocchia San Nicola di Bari

Adelfia (Montrone) - Arcidiocesi Bari - Bitonto

Il "Credo" è scritto anche nel Creato

Canto di esposizione – saluto

Guida: È stato scritto e ripetuto da più parti, facendo eco a numerose affermazioni della Bibbia, specie nei Salmi, che la Parola di Dio e la natura sono i due libri della nostra fede.
Esprimiamo a Dio il nostro grazie e rinnoviamo il nostro impegno di assidui lettori della Bibbia e di fedeli custodi della creazione. L’estate può essere un’occasione per ammirare il creato: i viaggi, più frequenti in questa stagione, ce ne offrono la possibilità.

Cel.: L’armoniosa vastità della natura, l’ordinata successione dei suoi cicli, i paesaggi incantevoli, i diversi luoghi, tutte le cose create sono da noi considerate come doni di amore da parte di Dio?
Interroghiamo la nostra coscienza. (seduti)

“Dio vide che tutto era buono”

Guida: Quante volte abbiamo ascoltato queste parole, leggendo il racconto della creazione! Forse però non esplodono il nostro grazie e la nostra gioia di fronte all’opera di Dio.
Ascoltiamo alcune testimonianze.

Lettore: Provate a lasciarvi andare, a liberarvi dal calcolo, dai sofismi, a guardare attorno con amore…Le foreste e i deserti, i mari e il cielo stellato sono creati per la contemplazione. Tutto il mondo è stato creato per questo.
Tutto il creato ci grida, acutamente, la bellezza, l’amore di Dio. L’universo è una partitura di musica silenziosa, e noi ne interpretiamo il suo grido, siamo la sua voce.
Trovo lettere di Dio lasciate cadere per la strada e tutte sono firmate da Lui. Vedete, quest’erba verde è un fazzoletto odoroso con le iniziali di Dio in un angolo, ch’Egli ha lasciato cadere intenzionalmente perché ce lo ricordiamo. Dio è la patria di tutti gli uomini. È l’unica nostalgia. Dio ci chiama dal fondo di tutte le creature.

Lettore: La Beata Elia di san Clemente scrive che tutto nasce da una vera capacità contemplativa, da un amore del bello («amavo il bello…Sì, tutto attraeva il mio cuore, non mi sono mai stancata di passeggiare col babbo…, amavo la musica, il canto»), da un’ammirazione profonda del creato che parla del Creatore; grande è la sua gioia quando la mamma la porta al mare: «il mio sguardo si spaziava nel contemplare per lunghe ore l’immensità dell’oceano che tanto bene rivelava la grandezza e la potenza di Dio»; e allora anche i giochi («uno scherzetto che la sorellina Domenichina soleva fare», quello di gettare nell’acqua «delle pietruzze e alle volte anche dei confetti») diventano contemplazione.

Lettore: In alcune note che Paolo VI scrisse pensando alla morte ormai vicina, c’è un rimpianto, un pentimento. Egli medita sul «quadro che circonda la vita dell’uomo, questo universo dalle mille forze, dalle mille bellezze», per confessare che lo ha scoperto troppo tardi: «Assale il rammarico di non averlo ammirato abbastanza, questo quadro; di non aver osservato quanto meritavano le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo. Quale imperdonabile distrazione, quale riprovevole superficialità!»

Guida: Riflettiamo… (in piedi)
La lode orante del salmo 18 sboccia dalla contemplazione delle meraviglie di Dio dispiegate nel creato e si trasforma nel gioioso inno di lode e di ringraziamento al Signore:

1. L’universo ti canta, -
il creato freme verso di te.

2. I giorni che si susseguono -
sembrano comunicarsi -
il messaggio della grandezza e della bellezza -
delle tue opere.

1. È un tacito e meraviglioso
continuare nel tempo -
di ciò che tu hai creato.

2. Il mondo e l’universo intero -
manifestano ovunque la tua lode, -
la loro voce si diffonde per tutta la terra. -

1. Il sole abita vicino a noi.
Il suo sorgere è stupendo: -
è simile al risveglio
di uno sposo felice; -
splendente percorre il cielo: -
sembra un atleta in corsa. -

2. Sorge nella parte orientale -
e attraversa tutta la volta celeste: -
la sua luce e il suo calore -
raggiungono ogni essere.

1. e 2. I cieli narrano la gloria di Dio -
e le opere sue annunzia il firmamento.
Alleluia, alleluia.

Canto (seduti)

Il creato è dono di Dio a noi.

Guida: Dalle opere create si ascende alla grandezza di Dio: uno sguardo limpido si spinge alla contemplazione di Dio.
Con il salmista chiediamoci il perché delle cose e dell’uomo.
La risposta è la centralità della persona: tutto è a servizio dell’uomo. Lo diciamo con il salmo 8.

1. Signore, Dio nostro, -
la tua meravigliosa grandezza -
traspare su tutta la terra -
e nell’universo intero. -

2. La tua potenza è cantata -
dalla preghiera dei bimbi
e dalla debolezza dei lattanti; -
tu manifesti la tua potenza -
nella vittoria definitiva sul male -
e su coloro che si oppongono a te. -

1. Quando contemplo il tuo cielo stellato -
e medito la grandezza del tuo universo esclamo: -
come è insignificante l’uomo, -
perché mai ti prendi cura -
e ti preoccupi di lui? -

1. Eppure hai creato l’uomo simile a te -
e gli hai dato onore e grandezza. -
Gli hai donato il dominio dell’universo, -
lo hai fatto superiore a tutte le creature. -
L’uomo domina su tutti gli animali -
e sulla creazione intera. -

1. O Signore, Dio nostro, -
come è grande il tuo nome -
su tutta la terra!

Custodiamo con amore il creato

Guida: La prima pagina della Bibbia racconta la creazione del mondo e dell’uomo per dirci che Dio ci vuole bene.
All’uomo, creato a sua immagine, Dio affida un compito: «…Soggiogate e dominate la terra».
Si tratta di un compito fondamentale; quale il suo significato?

Lettore: “Soggiogare” e “dominare” sono due verbi che possono essere facilmente fraintesi. Possono addirittura sembrare una giustificazione di quel dominio dispotico e sfrenato, che non si cura della terra e dei suoi frutti, ma ne fa scempio a proprio vantaggio. In realtà “soggiogare” e “dominare” sono verbi che nel linguaggio biblico servono a descrivere il dominio del re saggio, che si prende cura del benessere di tutti i suoi sudditi. L’uomo deve aver cura della creazione, perché questa serva all’uomo e rimanga a disposizione di ogni uomo, non solo di alcuni. La natura profonda della creazione è di essere un dono di Dio all’uomo, un dono per tutti, e Dio vuole che tale rimanga. Per questo il primo imperativo rivolto da Dio all’uomo è che questi conservi la terra nella sua natura di dono e benedizione, non strumento di potere o ragione di divisione. Il diritto – dovere di dominare la terra discende dall’essere immagine di Dio. È a partire dal suo rapporto con
Dio che l’uomo comprende il suo rapporto col mondo.

Guida: È noto che sono due i racconti della creazione. Nel secondo si afferma che “il giardino” (la terra) è dono di Dio ed è necessario il lavoro dell’uomo perché sia tale:
occorre lavorarla e custodirla.

Lettore: Il primo verbo dice l’attività dell’uomo, che di fronte al mondo non deve stare passivo e inerte, ma attivo e creativo. La terra è da lavorare, non solo da guardare.
Il secondo verbo (“custodire”) dice la cura prematura che deve accompagnare ogni lavoro dell’uomo, come quando si ha fra le mani untene prezioso che non appartiene solo a se stessi. La custodia esclude ogni dominio arbitrario e sfruttatore.
Ciò significa che il lavoro umano deve muoversi nella linea del gesto di Dio: deve portare avanti la creazione, non stravolgerla; deve obbedire alle indicazioni racchiuse nelle cose, non soffocarle; deve essere a servizio, non contro l’uomo; deve costruire la libertà, non la schiavitù; deve favorire l’uguaglianza fra gli uomini, non le differenze.

Guida: Agire diversamente è sciupare il dono di Dio, è sciupare la sua immagine, meritarsi il rimprovero di Dio. Per bocca di Geremia, e anche di altri profeti, dice il Signore:
«Io vi introdussi in una terra che è un giardino affinché mangiaste i frutti e le sue squisitezze; e voi, entrati, avete profanato la mia terra e reso il mio dono un’abominazione”.

Riflettiamo – In piedi – Inchiniamoci per la benedizione.

Riti di comunione

Guida: Nel creato aleggia la gloria di Dio, nell’Eucaristia riceviamo l’autore stesso del creato. Impegniamoci a rispettare Dio presente nell’ostia e in tutti i suoi doni.

Cel.: Preghiamo:
Padre, che hai creato il sole, illuminazione del giorno, immagine del tuo Figlio, luce vera che illumina ogni uomo ;
Padre, autore della legge, splendore che illumina ogni legge, fonte di ogni santità;
Padre, cui tutto il creato scioglie l’inno di lode, donaci un cuore puro per essere anche noi luminosi della tua luce e seguendo la tua via possiamo giungere a contemplare senza velo il tuo volto e a cantare con tutto il creato la tua gloria nel giorno che non conosce tramonto. Amen.

Benediciamo il Signore
Nel nome del Padre…

Canto finale.