Parrocchia San Nicola di Bari

Adelfia (Montrone) - Arcidiocesi Bari - Bitonto

Testimoni della speranza che è in noi

Guida: Questa sera il Signore ci chiama a stare con Lui, nel silenzio, nell’adorazione, nell’ascolto.
Impariamo a essere testimoni di quella Speranza che non delude e apre le nostre menti al discernimento della vocazione a cui ciascuno di noi è chiamato.

Canto iniziale:

Sac.: Nel nome del Padre…

Tutti: Amen

Sac.: Il Signore, paziente e misericordioso, sia con tutti voi

Tutti: E con il tuo spirito

Sac.: Pregare è muovere verso il centro di tutta la vita e di tutto l’amore. Pregare è discernere la
presenza di Dio, ascoltare la sua voce, vedere la sua luce, contemplare il suo volto, seguirlo per sempre. Dio è esigente, ma quando gli consegniamo il cuore Lui ci aiuta a trovare i desideri più veri risposti in esso. Lui è l’unico che può renderci felici, perché il suo nome è Misericordia, Risurrezione, dio con noi, Lui ci ama di amore eterno.

Tutti: Quanti prodigi hai fatto, Signore,
e quanti progetti a nostra salvezza!
Volessi narrarli non bastano le forze,
potessi almeno contarli: o nostro dio, nessuno ti eguaglia.
Sacrifici e offerte tu non gradisci
E neppure chiedi sacrifici o olocausti.
No, non nasconderò mai a tutto il tuo popolo la tua Grazia e la tua Fedeltà.
Esultino in te di gioia e tripudio quanti ti cercano:
gridino senza fine: “Dio è grande!E’ il Signore!”
(Sal. 40 – trad. di David M. Turoldo)

Canto ed esposizione

PRIMO MOMENTO

“Siate sempre pronti…”

Guida: “Essere pronti!” E’ questo l’invito da cui ognuno di noi deve sentirsi interpellato, per correre verso il Signore, verso la luce di salvezza e di gioia, nella fedeltà quotidiana alla sua Parola.

Lettore: Dagli atti degli Apostoli (4,13-21)
In quei giorni, i principi dei sacerdoti e gli anziani, vedendo la freschezza di Pietro e Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù; quando poi videro in piedi vicino a loro l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa rispondere. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: “Che dobbiamo fare a questi uomini? Un miracolo evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché la cosa non si divulghi di
più tra il popolo, diffidiamoli dal parlare più ad alcuno in nome di lui”. E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù.
Ma Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”.
Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando motivi per punirli, li rilasciarono a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto.

Silenzio di meditazione

Durante la lettura della preghiera che segue viene portata all’altare una lampada, segno del nostro impegno alla vigilanza e all’ascolto: “Siate sempre pronti con i fianchi cinti e le lucerne accese”.

Lettore: Signore Gesù,
ci presentiamo davanti a te,
sapendo che ci chiami
e che ci ami così tanto come siamo.
Vogliamo avere i tuoi stessi sentimenti
E vedere le cose come le vedi tu.
Perché Tu sei il centro, il principio e il fine di tutto.
Vogliamo amare come te,
che dai la vita e comunichi te stesso
con tutto ciò che sei.
Grazie a te,
la nostra capacità di silenzio e di adorazione
si convertirà in capacità di amare e di servire.

SECONDO MOMENTO

“a rendere conto della speranza”

Guida: La speranza, una virtù a volte dimenticata, a volte trascurata, a volte oscurata dai nostri dubbi e dalle nostre preoccupazioni. Come cristiani siamo chiamati a testimoniarla al mondo, senza incertezza e tentennamenti.

Lettore: Dal Vangelo secondo Giovanni (21, 1-14)
Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: “Io vado a pescare”. Gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. Allora Uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?” Gli risposero: “No”.
Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra e troverete”. La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!”. Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.

Silenzio di meditazione e canto di adorazione

Durante la lettura del brano che segue viene portato all’altare il libro dei Vangeli, segno di sicura speranza per ciascun cristiano.

Lettore: Quando preghi mettiti in ascolto…non parlare sempre tu!
Questa è la preghiera autentica, la vera disciplina spirituale:
essere protesi nell’ascolto di Dio che parla al nostro cuore, alla nostra vita.
Il centro di ogni preghiera è davvero ascoltare,
stare in atteggiamento di obbedienza alla presenza di Dio
“Attenderti, o Cristo,
quando tutto è immerso nel silenzio.
Attenderti è scoprire ad ogni età nel profondo di noi stessi
La freschezza di una sorgente,
la tua fiducia e lo spirito di semplicità.
Per ciascuno di noi, Signore, non hai altro linguaggio:
“Guarda, sono qui, al centro della tua solitudine,
come nei momenti di gioia serena”.
“Guarda! Tu che mi attendi e mi cerchi: sono qui!
Perché dubitarne? Già ti ho incontrato!”
(Fr. Roger di Taizè)

TERZO MOMENTO

“che è in voi”

Guida: Ognuno di noi è custode e portatore di speranza. Facciamo nostro l’invito di San Pietro: “Siate sempre pronti a rendere conto della speranza che è in voi”.
Lettore: Dalla prima lettera di San Pietro Apostolo (3, 13-15)
Fratelli, e chi vi potrà fare del male, se sarete ferventi nel bene? E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.

Silenzio di meditazione

Riflessione del celebrante

Silenzio

Preghiera corale:
Quale sarà il mio posto nella tua casa, o dio?
Lo so. Non mi farai fare brutta figura,
non mi farai sentire creatura che non serve a niente.
Perché Tu sei fatto così:
Quando ti serve una pietra per la tua costruzione, prendi il primo ciottolo che incontri,
lo guardi con infinita tenerezza
e lo rendi quella pietra di cui hai bisogno
ora splendente come un diamante,
ora opaca e ferma come una roccia,
ma sempre adatta al tuo scopo.
Cosa farai di questo ciottolo che sono io,
di questo piccolo sasso che tu hai creato
e che lavori ogni giorno con la potenza della tua pazienza,
con la forza invincibile del tuo amore trasfigurante?
Tu fai cose gloriose, inaspettate!
Getti le cianfrusaglie e ti metti a casellare la mia vita.
Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede
Ma che sostiene lo splendore dello zaffiro,
o in cima a una cupola, che tutti guardano e ne restano abbagliati,
ha poca importanza.
Importante è trovarsi ogni giorno là dove tu mi metti, senza ritardi.
E io, per quanto pietra, sento di avere una voce:
voglio gridarti, o Dio,
la mia felicità di trovarmi nelle tue mani malleabile,
per renderti servizio, per essere tempio della tua glori. Amen!
(Card. Anastasio Ballestrero)

Canto e benedizione con il Santissimo Sacramento

Ritti di Comunione

Congedo e canto finale